Il Buon Pastore e i Ladri: come l'ha spiegato ieri Papa Leone è amaaazing!! 👏🙏✨

Scherzi a parte (il mio uso del termine inglese) e torno seria ma... insomma, anche da seria dico: al momento non trovo termine migliore - soprattutto dopo oltre dieci anni di frequentazione di siti cattolici in lingua inglese, principalmente americani. [in realtà frequentavo e frequento siti cristiani in generale e siti cristiani cattolici in particolare: un grande arricchimento da molti punti di vista] .
C'è forse una parola migliore di quella - che esprima lo stesso entusiasmo in italiano? Al momento non mi viene in mente... Perciò titolo "amazing".

E giusto per fare un altro inciso: non è certo la prima volta che ascolto o leggo un discorso, una catechesi, un'omelia "amazing" di Papa Leone.

Ok. Andiamo al punto: la breve spiegazione di Papa Leone del Vangelo della Domenica di ieri, Quarta di Pasqua e Domenica del Buon Pastore.
Il contesto: la tradizione - che abbiamo attualmente nella Chiesa - secondo la quale il pontefice rivolge un breve discorso solitamente con spiegazione del Vangelo - prima della preghiera dell'Angelus o del Regina Caeli + benedizione - ai fedeli radunati in piazza San Pietro (o ovunque tramite media). 

Il discorso si trova al link ufficiale della Santa Sede e cliccandolo potrai leggere anche le parole di Papa Leone dopo il Regina Caeli (come da tradizione incentrate su temi d'attualità e saluti speciali a gruppi di fedeli)

Qui di seguito riporto solo la spiegazione del Vangelo, prima della preghiera.

Direi che ogni frase, ogni concetto, può aprire strade di meditazione personale molto importanti.

Cosa c'è di speciale? 
C'è il Vangelo al 100% ed è applicato (vorrei dire anche 'incarnato') nella vita di oggi al 100% . 
In pratica, in poche parole: la missione della Chiesa adempiuta al 100% cioè facilitare la comprensione della Parola Viva Qui e Ora.
(è una novità? No. Però il discorso di ieri di Papa Leone resta amazing).

Ti invito a leggere 😇


"Mentre proseguiamo il nostro cammino nel tempo pasquale, il Vangelo ci riporta oggi le parole di Gesù che paragona sé stesso a un pastore e poi alla porta dell’ovile (cfr Gv 10,1-10).

Gesù mette in contrapposizione il pastore e il ladro. Infatti, afferma: «Chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante» (v. 1). E più avanti, in modo ancora più chiaro: «Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza» (v. 10). La differenza è chiara: il pastore ha un legame speciale con le sue pecore e, perciò, può entrare dalla porta dell’ovile; se uno invece ha bisogno di scavalcare il recinto, allora è certamente un ladro che vuole rubare le pecore.

Gesù ci sta dicendo di essere legato a noi da una relazione di amicizia: Egli ci conosce, ci chiama per nome, ci guida e, come fa il pastore con le sue pecore, ci viene a cercare quando ci perdiamo e fascia le nostre ferite quando siamo malati (cfr Ez 34,16). Gesù non viene come un ladro a rubare la nostra vita e la nostra libertà, ma a condurci nei giusti sentieri. Non viene a sequestrare o ingannare la nostra coscienza, ma a illuminarla con la luce della sua sapienza. Non viene come a inquinare le nostre gioie terrene, ma le apre a una felicità più piena e duratura. Chi si affida a Lui non ha nulla da temere: Egli non mortifica la nostra vita, ma viene per donarcela in abbondanza (cfr v. 10).

Fratelli e sorelle, siamo invitati a riflettere e soprattutto a vigilare sul recinto del nostro cuore e della nostra vita, perché chi vi entra può moltiplicare la gioia oppure, come un ladro, può rubarcela. I “ladri” possono assumere tanti volti: sono coloro che, nonostante le apparenze, soffocano la nostra libertà o non ci rispettano nella nostra dignità; sono convinzioni e pregiudizi che ci impediscono di avere uno sguardo sereno sugli altri e sulla vita; sono idee sbagliate che possono portarci a compiere scelte negative; sono stili di vita superficiali o improntati al consumismo, che ci svuotano interiormente e ci spingono a vivere sempre all’esterno di noi stessi. E non dimentichiamo anche quei “ladri” che, saccheggiando le risorse della terra, combattendo guerre sanguinose o alimentando il male in qualsiasi forma, non fanno altro che rubare a tutti noi la possibilità di un futuro di pace e di serenità.

Possiamo interrogarci: da chi vogliamo farci guidare nella nostra vita? Quali sono i “ladri” che hanno provato a entrare nel nostro recinto? Ci sono riusciti, oppure siamo stati capaci di respingerli?

Oggi il Vangelo ci invita a fidarci del Signore: Lui non viene a rubarci nulla, anzi, è il Pastore buono, che moltiplica la vita e ce la offre in abbondanza. La Vergine Maria ci accompagni sempre nel nostro cammino e interceda per noi e per il mondo intero."

Papa Leone XIV

26 aprile 2026








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