Buona Pasqua 2026 🌱🌾

"Sorelle, fratelli, non mancano anche ai nostri giorni sepolcri da aprire, e spesso le pietre che li chiudono sono così pesanti e ben vigilate da sembrare inamovibili. Alcune opprimono l’uomo nel cuore, come la sfiducia, la paura, l’egoismo, il rancore; altre, conseguenza di quelle interiori, spezzano i legami tra noi, come la guerra, l’ingiustizia, la chiusura tra popoli e nazioni. Non lasciamocene paralizzare!"

Papa Leone XIV
Dall'omelia della Veglia di Pasqua nella Notte Santa 4 aprile 2026
[ Nota. Sabato Santo 2026: 4 aprile // Pasqua 2026: 5 aprile ]
Link al testo integrale:

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Mia riflessione express: non credo che sia un caso che i primi due sentimenti citati da Papa Leone siano "sfiducia" e "paura". Si può rischiare di non notare quelle parole quando ci si concentra soltanto su ciò che il Papa dice dopo sugli eventi internazionali più gravi,  vistosi e "rumorosi". Ma qualcuno può aver bisogno di ascoltare il messaggio in relazione a quelle due parole, quei due sentimenti che sono tipicamente più nascosti e più riguardanti la singola persona. Perciò li faccio notare.




⬇️ Estratto dall'omelia di Papa Leone. 
Messa del Giorno. 
5 aprile Domenica di Pasqua: 
Risurrezione del Signore

"Questo annuncio pasquale abbraccia il mistero della nostra vita e il destino della storia e ci raggiunge fin dentro gli abissi della morte, da cui ci sentiamo minacciati e a volte sopraffatti. Esso ci apre alla speranza che non viene meno, alla luce che non tramonta, a quella pienezza di gioia che niente può cancellare: la morte è stata vinta per sempre, la morte non ha più potere su di noi!
È questo un messaggio non sempre facile da accogliere, una promessa che facciamo fatica ad accogliere, perché il potere della morte ci minaccia sempre, dentro e fuori.
Dentro di noi, quando la zavorra dei nostri peccati ci impedisce di spiccare il volo; quando le delusioni o le solitudini che sperimentiamo prosciugano le nostre speranze; quando le preoccupazioni o i risentimenti soffocano la gioia di vivere; quando proviamo tristezza o stanchezza, quando ci sentiamo traditi o rifiutati, quando dobbiamo fare i conti con la nostra debolezza, con la sofferenza, con la fatica di ogni giorno, allora ci sembra di essere finiti in un tunnel di cui non vediamo l’uscita.
Ma anche fuori di noi, (...)"

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