Il Vangelo della liturgia di oggi. Accompagnato da una parabola chassidica...

Il brano del Vangelo che troviamo nella Liturgia della Parola di oggi domenica 8 maggio 2022 (IV di Pasqua) è brevissimo. Penso che sia tra i più brevi che si sono mai sentiti durante una Messa.
Il capitolo di Giovanni dal quale proviene è abbastanza "denso" e complesso. La frase estratta per la liturgia si allaccia alla narrazione precedente e a quella successiva, ma ha un senso pieno, compiuto e ben definito, anche considerata a sé stante.

Tuttavia, dato che - come già detto - è molto breve, ho pensato di "combinare" il Vangelo di Giovanni con una parabola chassidica. L'autore di quest'ultima è il Rav Nachman di Breslov (1772 - 1810), rabbino ucraino molto celebre, il quale non ha scritto niente di suo pugno, ma tutti i racconti, le fiabe e gli insegnamenti sono stati raccolti e trascritti da suoi allievi/discepoli. A fine pagina fornisco link per chi volesse saperne di più su questa figura che ha influenzato molto l'ebraismo mondiale, soprattutto il ramo chassidico.
Per il momento... Ecco il Vangelo di oggi, seguito poi dal racconto del rabbino ucraino che mi è tornato in mente proprio in questi giorni, dopo diversi anni da quando l'avevo letto per la prima volta. (Nota. La storia è evidentemente molto più "abbinabile", anzi quasi sovrapponibile, alla nostra parabola evangelica della pecorella smarrita... Ma la meditazione che può svilupparsi col Vangelo odierno è molto più profonda, secondo me).

Buona lettura 
e buona domenica 
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Vangelo (Gv 10,27-30)

"Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. 
Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio. Io e il Padre siamo una cosa sola"





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Il Rebbe Nachman di Breslov racconta con una parabola [fonte: libro Likutey Moharan] la storia di una pecorella che si mise a vagabondare lontano dal suo gregge e dal suo pastore. 
Il pastore, vedendo che la povera pecorella stava per smarrirsi, con la bocca fece un fischio per avvertirla che stava andando nella direzione sbagliata, ma la pecora, credendo che il fischio non fosse per lei, continuò a camminare verso la mèta che si era messa in testa. 
Il pastore, avendo capito che la pecora non aveva compreso il suo messaggio "sonoro", prese allora un sassolino e lo lanciò verso di lei per richiamarla indietro di nuovo. Poi, prese anche una pietra più grossa, ma, come prima, la pecora interpretò l'incidente della pietra come un evento naturale che può accadere nei terreni un po' scoscesi e accidentati... Così andò ancora avanti, finché si smarrì del tutto. Allora si rese conto che colui che la proteggeva, il suo caro pastore, da quella distanza non era più visibile... E, senza che se ne accorgesse in tempo, calò la notte e lei si trovò completamente sola e perduta. Così la pecorella, sola e smarrita, si ricordò della pietra che era stata lanciata verso di lei e comprese che era arrivata dal suo amato pastore che stava cercando di avvertirla di non andare verso la direzione che lei credeva fosse buona ma non lo era. 
La pecorella cominciò a piangere e a urlare, sperando che la sua voce, che il suo grido potesse giungere al suo buon pastore... In modo che lui sapesse che lei non stava bene dove si trovava ora... E cominciò a sperare con tutte le forze che il pastore avesse pietà di lei e che uscisse, per andare a cercarla e per riportarla a casa.

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Dal Vangelo secondo Luca
15,4-7

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"Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova? 
Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta. Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione"



Dal Vangelo secondo Giovanni
10,27-30

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"Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. 
Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio. Io e il Padre siamo una cosa sola".


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"Vado errando per sentieri sperduti
come una pecora smarrita;
cerca il tuo servo
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti" 
Salmo 119,176

"Poiché buono è il Signore,
eterna la sua misericordia, 
la sua fedeltà 
per ogni generazione"
Salmo 100,5

"Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me"
Salmo 23,1-4

"Vado errando per sentieri sperduti
come una pecora smarrita;
cerca il tuo servo
perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti" 
Salmo 119,176


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Info sul Rebbe di Breslov in un articolo ben curato:

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