Perché censurano il Papa?

Mi chiedo perché le principali testate giornalistiche, di destra e di sinistra, continuino a CENSURARE il Papa. Il che significa censurare la Chiesa. Il che alla fine significa censurare i cattolici.
È una costante censura del pensiero cristiano per ridurlo alle misere battagliette dei partitini.

Tema bollente: il pensiero della Chiesa sui migranti.



Chi segue Papa Francesco regolarmente (consultando i discorsi originali), oltre a sapere che parla di una varietà di temi veramente ampia (censurata pure quella),
sa che solitamente - se parla di migrazioni - fa sempre un discorso simile a quello che ha fatto anche il 23 ottobre, cioè appena qualche giorno fa. [anno 2018]

L'occasione è stata la presentazione di un libro-studio all’Istituto Patristico Augustinianum.
È stato un momento in cui si è creato uno spazio di dialogo tra le generazioni. Giovani e anziani hanno dialogato col Papa sulla "saggezza del tempo". (Era presente anche il regista americano Scorsese che ha fatto una domanda a Francesco).

Ecco il link con il report di tutte le domande-risposte:
http://m.vatican.va/content/francescomobile/it/speeches/2018/october/documents/papa-francesco_20181023_giovani-anziani.html

Come dicevo, ancora una volta
Papa Francesco torna a fare un certo preciso ragionamento sui migranti, e ancora una volta viene censurato da giornali e tivù i quali mandano in onda la loro solita versione.
Personalmente non ravviso grandi differenze tra i giornali di destra e quelli di sinistra. Tutti quanti, per i loro diversi fini, storpiano ciò che dice OGNI VOLTA il Papa.
[non che si comportassero diversamente con Papa Benedetto. Era uguale. Solo che Benedetto per i giornalisti - di destra e di sinistra - era "il papa di destra" e allora lo censuravano da un'altra parte: quando a loro sembrava che facesse discorsi troppo "di sinistra" - che smontavano tutte le loro tesi].

La prospettiva che ci dà Francesco sugli immigrati è particolare, profondamente cristiana. 
E, come ogni Papa, ha una visione cristiana trasmessa col suo carattere, con la sua storia e personalità.
Aggiungo, banalmente, che rientra nei compiti della Chiesa dare insegnamenti che promuovono un atteggiamento cristiano verso "il forestiero" in cerca di vita migliore.
E, se proprio volessimo buttarla sul "politico", Francesco ha sempre detto chiaramente che i governi nazionali sulle migrazioni dovrebbero dire "fin qua posso farlo, oltre non posso farlo" - perché, secondo il Papa, non è cristiano né umano far entrare la gente in un Paese per poi relegarla in ghetti malfamati e/o nei "centri per stranieri". Nelle emergenze umanitarie si deve accogliere chiunque, e anche in fretta, questo è chiaro. Ma sul resto dei movimenti migratori ci deve essere il criterio indicato (sempre!) da Papa Francesco che consente l'integrazione della persona nella società, e non la ghettizzazione disumana.

Che ne dite?
Proviamo per una volta ad ascoltare il Papa fino in fondo?
Ascoltare il pensiero di una persona fino in fondo è questione di RISPETTO.

Rispondendo alla domanda di Fiorella (83 anni) Papa Francesco il 23 ottobre 2018 dice:

"Grazie. Mi è piaciuto quel “non parlo di politica, ma parlo di umanità”. Questo è saggio.
I giovani non hanno l’esperienza delle due guerre. Io ho imparato da mio nonno che ha fatto la prima, sul Piave, ho imparato tante cose, dal suo racconto. Anche le canzoni un po’ ironiche contro il re e la regina, tutto questo ho imparato. I dolori, i dolori della guerra… Cosa lascia una guerra? Milioni di morti, nella grande strage. Poi è venuta la seconda, e questa l’ho conosciuta a Buenos Aires con tanti migranti che sono arrivati: tanti, tanti, tanti, dopo la Seconda Guerra Mondiale. Italiani, polacchi, tedeschi… tanti, tanti. E ascoltando loro ho capito, tutti capivamo cos’era una guerra, che da noi non si conosceva. Credo che sia importante che i giovani conoscano gli effetti delle due guerre del secolo scorso: è un tesoro, negativo, ma un tesoro per trasmettere, per creare delle coscienze. Un tesoro che ha fatto anche crescere l’arte italiana: il cinema del dopoguerra è una scuola di umanesimo. Che loro conoscano questo è importante, per non cadere nello stesso errore. Che loro conoscano come cresce un populismo: per esempio, pensiamo al ’32-’33 di Hitler, quel giovanotto che aveva promesso lo sviluppo della Germania dopo un governo che aveva fallito. Che sappiano come incominciano, i populismi.
Lei ha detto una parola molto brutta ma molto vera: “seminare odio”. E non si può vivere seminando odio. Noi, nell’esperienza religiosa della storia della religione, pensiamo alla Riforma: abbiamo seminato odio, tanto, da ambedue le parti, protestanti e cattolici. Questo l’ho detto esplicitamente a Lund [in Svezia, nell’incontro ecumenico], e adesso da 50 anni lentamente ci siamo accorti che non era quella la strada e stiamo cercando di seminare gesti di amicizia e non di divisione. Seminare odio è facile, e non solo sulla scena internazionale, anche nel quartiere. Uno va, sparla di una vicina, di un vicino, semina odio e quando si semina odio c’è la divisione, c’è cattiveria, nella vita quotidiana. Seminare odio con i commenti, con le chiacchiere… Dalla grande guerra scendo alle chiacchiere, ma sono della stessa specie. Seminare odio anche con le chiacchiere in famiglia, nel quartiere, è uccidere: uccidere la fama altrui, uccidere la pace e la concordia in famiglia, nel quartiere, nel posto di lavoro, far crescere le gelosie, le competizioni di cui parlava la prima ragazza. 
Cosa faccio io – era la sua domanda – quando vedo che il Mediterraneo è un cimitero? Io, Le dico la verità, soffro, prego, parlo. Non dobbiamo accettare questa sofferenza. Non dire “ma, si soffre dappertutto, andiamo avanti…”. No, questo non va. Oggi c’è la terza guerra mondiale a pezzetti: un pezzetto qua, un pezzetto là, e là, e là… Guardate i luoghi di conflitto. Mancanza di umanità, aggressione, odio fra culture, fra tribù, anche una deformazione della religione per poter odiare meglio. Questa non è una strada: questa è la strada del suicidio dell’umanità. Seminare odio, preparare la terza guerra mondiale, che è in corso a pezzetti. E credo di non esagerare in questo. Mi viene in mente – e questo va detto ai giovani – quella profezia di Einstein: “La quarta guerra mondiale sarà fatta con le pietre e i bastoni”, perché la terza avrà distrutto tutto. Seminare odio e far crescere l’odio, creare violenza e divisione è un cammino di distruzione, di suicidio, di altre distruzioni. Questo si può coprire [giustificare] con la libertà, si può coprire con tanti motivi! Quel giovanotto del secolo scorso, negli anni ’30, lo copriva con la purezza della razza; e qui, i migranti. Accogliere il migrante è un mandato biblico, perché “tu stesso sei stato migrante in Egitto” (cfr Lv 19,34). Poi pensiamo: l’Europa è stata fatta dai migranti, tante correnti migratorie nei secoli hanno fatto l’Europa di oggi, le culture si sono mischiate. E l’Europa sa bene che nei momenti brutti altri Paesi, dell’America, per esempio, sia del Nord che del Sud, hanno accolto i migranti europei, sa cosa significa questo. Noi dobbiamo riprendere, prima di esprimere un giudizio sul problema delle migrazioni, riprendere la nostra storia europea. Io sono figlio di un migrante che è andato in Argentina, e tanti, in America, tanti hanno un cognome italiano, sono migranti. Accolti con il cuore e con le porte aperte. Ma la chiusura è l’inizio del suicidio. E’ vero che si devono accogliere i migranti, si devono accompagnare, ma soprattutto si devono integrare. Se noi accogliamo “così” [come capita, senza un piano], non facciamo un bel servizio: c’è il lavoro dell’integrazione. La Svezia è stata un esempio da più di 40 anni, in questo. Io l’ho vissuto da vicino: quanti argentini e uruguayani, al tempo delle nostre dittature militari, sono stati rifugiati in Svezia. E subito li hanno integrati, subito. Scuola, lavoro… Integrati nella società. E quando l’anno scorso sono stato a Lund, mi ha ricevuto all’aeroporto il Primo Ministro, e poi, siccome non poteva venire lui a congedarsi, ha inviato una Ministro, credo della cultura… In Svezia, dove sono tutti biondi, questa era un po’ bruna: una Ministra della cultura così… Poi ho saputo che era figlia di una svedese e di un migrante dell’Africa. Così integrata che è arrivata a essere Ministra del Paese. Così si integrano le cose. Invece, la tragedia che tutti ricordiamo di Zaventem [in Belgio], non era stata fatta da stranieri: l’hanno fatta giovani belgi! Ma giovani belgi che erano stati ghettizzati in un quartiere. Sì, sono stati ricevuti ma non integrati. E questa non è la strada. 
Un governo deve avere – questi sono i criteri – il cuore aperto per ricevere, le strutture buone per fare la strada dell’integrazione e anche la prudenza di dire: fino a questo punto, posso, oltre non posso. E per questo è importante che tutta l’Europa si metta d’accordo su questo problema. Al contrario, il peso più forte lo portano l’Italia, la Grecia, la Spagna, Cipro un po’, questi tre-quattro Paesi… E’ importante.
Ma, per favore, non seminare odio. E oggi, io chiederei per favore a tutti di guardare il nuovo cimitero europeo: si chiama Mediterraneo, si chiama Egeo. Questo che mi viene di dire a Lei. E grazie per avere fatto questa domanda, non per politica, ma per umanità. Grazie!"

[Nota: il neretto è mio. Ho evidenziato le frasi di Francesco che puntualmente vengono censurate da giornali e tivù. Si tratta di parole molto equilibrate che non danno spazio a posizioni politiche "destre o sinistre". Il Papa fa SEMPRE questo discorso e sempre viene censurato - sia dai media di destra che da quelli di sinistra. E questo NON accade solo per il tema dei migranti, ma per ogni argomento cristiano che il giornalismo mainstream non gradisce].

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Con l'occasione, per chi desidera ogni tanto leggere o ascoltare le parole ORIGINALI di Papa Francesco, fornisco i link che permettono di informarsi alla fonte:


Tutti gli aggiornamenti sui documenti e sui discorsi di Papa Francesco. Link per smartphone

Canale youtube ufficiale Santa Sede - Vatican News in italiano

Canale youtube ufficiale Santa Sede - Vatican News in inglese

Servizi televisivi con video integrali di discorsi e interviste.
Il Diario di Papa Francesco su tv2000, tivù cattolica italiana
https://www.tv2000.it/papafrancesco/

Se vi interessa un argomento, date la preferenza sempre e comunque alle registrazioni dirette delle interviste integrali, e non ai brevi riassunti giornalistici.

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