Le due preghiere che Papa Francesco ha chiesto per la Chiesa

Eccole qui di seguito.
Si possono recitare in latino o in italiano, anche in considerazione della propria sensibilità/familiarità con l'una o con l'altra versione.
Sono due preghiere ben note della tradizione cristiana. La prima, alla Vergine Maria, è antichissima.
La seconda, a San Michele Arcangelo è molto più recente, ed è del grande Leone XIII, Papa dal 1878 al 1903.

Sub tuum praesídium

“Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias in necessitátibus,
sed a perículis cunctis líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta”.

Traduzione italiana:

"Sotto la tua protezione
cerchiamo rifugio,
santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche
di noi che siamo nella prova,
e liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta."

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Preghiera a San Michele scritta (in circostanze molto particolari) da Leone XIII :

“Sancte Míchael Archángele, defénde nos in próelio;
contra nequítiam et insídias diáboli esto praesídium.
Imperet illi Deus, súpplices deprecámur,
tuque, Prínceps milítiae caeléstis,
Sátanam aliósque spíritus malígnos,
qui ad perditiónem animárum pervagántur in mundo,
divína virtúte, in inférnum detrúde. Amen”.

Due buone traduzioni italiane che rendono il senso del latino - anche se non perfettamente letterale:

"San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii nostro presidio contro le malvagità e le insidie del demonio.
Ti supplichiamo, Capo supremo delle milizie celesti, fa che Dio lo comandi: Satana e gli altri spiriti maligni vaganti per il mondo a perdizione delle anime, tu San Michele ricacciali nell’inferno!
Amen."

"San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia; sii Tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo. Che Dio eserciti il suo dominio su di lui, Te ne preghiamo supplichevoli!
E Tu, o Principe della milizia celeste, con la potenza divina, ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni erranti perditori di anime. San Michele falli sprofondare all'inferno. Amen."

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Più volte nel mese di ottobre, che sta per terminare, il Papa è tornato a parlare di queste richieste di protezione alla Vergine e a San Michele.
Anche se tardivamente riporto qui nel blog le formule delle due preghiere. Sono comunque buone in qualunque mese, in qualunque momento e per tutte le intenzioni di preghiera.

Ad esempio San Giovanni Paolo II,(vedi Regina Coeli, domenica, 24 aprile 1994), oltre alla devozione mariana di cui è stato gran testimone, consigliò a tutti la preghiera a San Michele:
«Anche se oggi questa preghiera non viene più recitata al termine della celebrazione eucaristica, invito tutti a non dimenticarla, ma a recitarla per ottenere di essere aiutati nella battaglia contro le forze delle tenebre e contro lo spirito di questo mondo».

Comunicato Sala Stampa vaticana con la prima richiesta di Papa Francesco a fine settembre:
https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2018/09/29/0707/01504.html

Un suggerimento da parte mia:
se non si conosce il latino e tuttavia ci si sente attratti, comprendendo "all'incirca" ciò che si dice, si può iniziare ad affiancarlo alla versione italiana. Questo è un modo per avvicinarsi alla tradizionale lingua sacra liturgica della Chiesa.
Io ad esempio alcuni anni fa ho iniziato così con l'ebraico biblico, quasi casualmente: mi accadde di essere leggermente "fulminata" da un Salmo cantato in lingua originale, e all'inizio lo imparai intuitivamente (comprendendo le parole solo a grandi linee).

Lo stesso accade con alcune formule latine che sono una specie di "colpo di fulmine" per tante persone nel mondo, di ogni lingua e cultura... Sono troppo belle così come sono in originale. Sono ispiranti anche se non si conosce la lingua.
E infine - last but not least - il Vangelo, in greco originale, mi risulta pure abbastanza "fulminante"...

Come italiani comunque siamo facilitati nell'apprendimento perché le antiche strutture linguistiche latine e greche sono le basi della nostra lingua madre.
(Per quanto riguarda  invece l'ebraico biblico, svelo per chi ancora non lo sapesse, un piccolo "segreto": a parte la scrittura con l'alfabeto ebraico dal quale si deve partire necessariamente da zero, la lingua in sè è strutturalmente abbastanza semplice per le mentalità occidentali. L'aramaico, anticamente molto più diffuso come lingua semitica, sta sulla stessa linea, ha lo stesso alfabeto e si impara facilmente. Dunque, sì, se volete parlare le lingue che parlava Gesù, aramaico ed ebraico: è più semplice di quello che potreste pensare. Si tratta di lingue "originarie" molto vicine al mondo naturale e alla realtà quotidiana. E allo stesso tempo... con poco riescono a creare poesia e profondità di significati).

Secondo me aveva ragione Sant'Ilario di Poitiers quando nel IV secolo scrisse, riferendosi all'iscrizione che Pilato fece apporre sopra la croce di Gesù:
“è principalmente in queste tre lingue (ebraica, greca e latina) che il mistero della volontà di Dio è manifestato;
la funzione di Pilato fu di scrivere anticipatamente in queste tre lingue che il Signore Gesù Cristo è il Re dei Giudei”.

Se a questo aggiungiamo gli studi linguistici scientifici (riguardanti l'apprendimento delle lingue, la relazione con le aree cerebrali interessate, i processi cognitivi, eccetera) le tre lingue sacre cristiane sono di altissimo interesse da una miriade di punti di vista che spaziano dal mistico-spirituale allo storico-scientifico, all'antropologico, e così via.


"Sagittaveras tu cor nostrum caritate tua et gestabamus verba tua transfixa visceribus."

Avevi trafitto il nostro cuore con le frecce della tua carità e portavamo le tue parole piantate nelle nostre viscere. 
(Agostino, Confessioni, 9, 2, 3)


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