La risposta di Dio agli innocenti nella liturgia di oggi

Durante la scorsa settimana avevo concluso la serie di post sugli scandali provocati da alcuni (falsi) cattolici che tanto male hanno fatto a vittime innocenti.
Se vuoi leggere i post puoi partire dal primo QUI (gli altri sono linkati in fondo al primo).



Già ieri avevo notato la coincidenza (di argomenti) del Salmo 10 nella liturgia del sabato, praticamente il giorno dopo che avevo concluso quella mia riflessione sugli scandali nella Chiesa ad opera di falsi cristiani.
Chi infatti può pretendere di chiamarsi ancora "cristiano" o "cattolico" se commette determinate azioni e poi - invece di implorare perdono - cerca di giustificarsi in tutti i modi?
Tali persone possono avere soltanto un nome, e il nome non è "peccatori" (perché tutti noi pecchiamo).
Il loro nome è, come minimo, traditori.

Oggi, domenica, come non notare "l'entrata" biblica  della Messa ancora sullo stesso tema?

Nei post di cui sopra avevo citato più volte la Giustizia di Dio...
Leggiamo quindi dalla Bibbia come si rivolge Dio ai cattivi pastori:

(nota linguistica. Nel linguaggio biblico "oracolo del Signore" significa praticamente "dice il Signore")

Domenica, 22 luglio 2018

16° Domenica del Tempo ordinario


Prima Lettura (libro del Profeta Geremia, dal capitolo 23)

Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo. Oracolo del Signore. Perciò dice il Signore, Dio d'Israele, contro i pastori che devono pascere il mio popolo: Voi avete disperso le mie pecore, le avete scacciate e non ve ne siete preoccupati; ecco io vi punirò per la malvagità delle vostre opere. Oracolo del Signore. Radunerò io stesso il resto delle mie pecore da tutte le regioni dove le ho mandate e le farò tornare ai loro pascoli; saranno feconde e si moltiplicheranno. Costituirò sopra di esse pastori che le faranno pascolare, così che non dovranno più temere né sgomentarsi; non ne mancherà neppure una. Oracolo del Signore. 


Dal profeta Geremia saltiamo al Vangelo, sempre della Messa di oggi, e vediamo come Gesù si occupa di chi Lo cerca. Come si occupa di coloro che Gli sono affidati:

Vangelo di domenica 22 luglio 2018 
(Marco, dal capitolo 6)
Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Amen.



L'immagine tipica che mi viene in mente è "Gesù, leone ed agnello".
Notoriamente il Leone di Giuda è Lui. E l'Agnello, mite ed innocente, pure.

Come dire... Dobbiamo ricordarci che è sempre meglio avere a che fare con il Signore-Messia-Agnello. 
Perché il padre e il protettore degli agnellini disperati, non è un agnellone, bensì è il Leone di Giuda, il Signore della Giustizia. Ed è sempre lo stesso Dio.
Padre, Figlio e Spirito Santo.
Giustizia e Misericordia.

Ci sarebbe tanto da scrivere su questo... Ma ho già scritto dei post chilometrici ultimamente, e adesso, in zona estiva, sarò più "zen".
Uno spunto però lo lancio.
Quando noi cristiani parliamo di Giustizia divina sembra sempre scontato (nella pre-comprensione attuale) che ci stiamo riferendo ad una qualche ipotetica vita futura virtuale. Qualcosa di astratto...
O, per meglio dire: la misera illusione dei miseri illusi.
E invece no.
Nel cattolicesimo, mentre è sicuramente vero che crediamo ad un Giudizio Universale finale quindi ad una vita futura che a tanti sembra un po' lontana, è bene ricordare che - forti di 2000 anni di storia, di esperienza e di prove - noi crediamo anche alle seguenti due realtà:

1) c'è un giudizio personale immediato alla morte ("prima" del Giudizio Universale). E fin qua ok, stiamo sempre su una vita che qualcuno potrebbe ritenere virtuale.

2) crediamo che il Signore, quando vuole e quando lo ritiene opportuno, intervenga in modo "forte" (cioè più forte e più evidente del normale) anche nella vita terrena delle persone.
Dio è sempre qui. È anche qui. Non sta altrove.

Ad ognuno i propri approfondimenti. Potete fare letture, ricerche...

Ciò non significa che noi possiamo osservare sempre, dall'esterno, ciò che effettivamente accade ai malvagi non-pentiti. Significa però che è vero che essi cominciano a sperimentare la punizione già da questa vita.
E qua il discorso si farebbe veramente troppo lungo. Anche perché, non è che Dio desideri la punizione-perdizione di qualcuno.
Significa che in determinati casi certe persone non permettono a Dio alcuno spiraglio perché Egli entri con la Sua Misericordia.
Quindi, essendo Dio sempre presente, o agisce con la Giustizia o agisce con la Misericordia. L'Essere divino è onnipresente e onnipotente, cioè non è che possa fare qualcosa come un "non-agire". Paradossalmente questa è una delle cose che Dio (Onnipotente) non è in grado di fare: non è in grado di non-agire.

Il discorso è lungo anche perché non è detto (come la mentalità umana si aspetterebbe) che la "punizione" di Dio comporti per il malvagio una malattia fisica oppure un fallimento economico, o la moglie che gli scappa con l'amante. Non è detto. I disegni di Dio non sono sempre interpretabili da noi, e potrebbe magari accadere che un malvagio vinca alla Lotteria qualche milione di euro... e che magari il Signore gli "doni" così decine di amici perversi che gli si avvicineranno a causa della sua ricchezza e che gli procureranno danni immensi (già qui sulla terra, intendo). A volte si tratta di punizioni in tempi brevi, altre volte in tempi lunghi. E anche questo è tutto commisurato alla malvagità del malvagio.
Vediamo anche l'altro punto di vista: ad esempio la malattia di un innocente. A volte la presunta disgrazia di un innocente potrebbe (ho detto "potrebbe") essere l'azione di Dio che così lo strappa dalle mani di un malvagio e da peggiori destini.

Lo so. Detta così sembra durissima.
Al momento vi lascio lo spunto. Molto complesso. Non facile.
Trovo che su questi temi la trattazione cattolica sia quella che dà le risposte più convincenti, non solo ad un livello meramente filosofico ma anche rispetto a tante osservazioni della realtà (tramite le nostre esperienze personali).

Buona settimana.

Shalom Shalom.

Francesca



Commenti